Squarci livornesi

Toscana, precisamente Livorno, la mia città natale. Sono qui per lavoro.

Questa mattina ero al campo scuola per seguire alcune gare di atletica leggera. Quando ero più piccolo ho fatto questo sport per diversi anni, facevo i 100 m piani ed ero abbastanza veloce.

Quando ho visto tutti quei bambini e quei ragazzi correre sulla pista rossa mi sono ricordato che erano almeno 20 anni che non mettevo più piede in quel luogo e così ho pensato di fermare quel ricordo fotografando una gara di velocità. Un luogo è capace di evocare ricordi ed emozioni. Il tempo è feroce e vorace, mangia tutto. La fotografia è in grado di darmi l’equilibrio tra l’assenza e la forza evocativa del ricordo.

Questo per dire che quando sono entrato sono iniziati i ricordi sotto forma di facili malinconie dei tempi andati, allora ho cercato di interrompere questa forma precoce di invecchiamento mentale. Ho scattato queste due foto e sono stato bene, felice di aver passato 6 anni su quella pista rossa.

Campo scuola di Livorno © Federico Bernini

Campo scuola di Livorno © Federico Bernini

Campo scuola di Livorno © Federico Bernini

Campo scuola di Livorno © Federico Bernini

Non è finita qui, dopo il lavoro, sono andato a bere un caffè sul mare con una cara amica e il suo minuscolo figlio di 8 mesi.

Passeggia, passeggia ho incontrato un tipico pensionato livornese dedito alla pesca, proprio su quello scorcio di mare chiamato Terrazza Mascagni che a destra guarda verso il porto e difronte all’Isola di Gorgona (a sinistra c’è la parte restante del Mar Tirreno).

 

Il nostro Sampei in salsa toscana con un occhio alle canne da pesca e l’orecchio al cellulare dibatteva con qualche compagnia telefonica sulla durata del suo giga per la connessione mobile. Molto più coinvolto dal rallentamento della connessione provocato dal superamento del giga, è assai probabile che si sia fatto sfuggire qualche bella orata, fresca di salmastro e detriti portuali.

Domani torno a casa ma questi “squarci” livornesi sono stati benefici.